SCUOLA ALPINA GUARDIA DI FINANZA

Luigino Giovannelli
Secondo Corso della G.di F. di Predazzo

Ringrazio Nicola Giovannelli che con grande entusiasmo mi ha permesso di pubblicare sia le foto che la storia del suo papà.
Nella storia di Luigino Giovannelli compaiono foto ed in alcuni casi nomi di colleghi che hanno condiviso la storia e la vita di Luigino, anche senza particolari permessi sento di poter pubblicare sia le foto che i loro nomi perchè comunque anche noi facciamo parte della stessa famiglia di questi uomini che nell'albero genealogico della scuola Alpina di Predazzo non solo ci hanno preceduto ma hanno dato inizio alla nostra storia. Cercherò comunque di contattare le famiglie di origine che se nel frattempo dovessero venire a conoscenza di questa pubblicazione e non dovessero condividerla potranno contattarmi così che io possa cancellare nomi e rendere irriconoscibili le persone.
Cercherò di modificare il meno possibile la storia di Luigino Giovannelli così come raccontata nel sito http://www.rivisondoliantiqua.it.

La storia di Luigino Giovannelli

Estate 1990. Non era stato facile sino ad allora resistere alla dolce insistenza con la quale le nipotine chiedevano a nonno Luigino di raccontar loro particolari di quando era bambino: nonno, quali erano i tuoi giocattoli, quali i regali che ricevevi a Natale, cosa facevi a scuola ?
Le "interviste" ai nonni venivano incentivate alle elementari, e le domande dei piccoli erano semplici ed ingenue. Per le più piccole (Chiara ed Adriana) era sufficiente sentir raccontare dei boschi e dei loro abitanti, delle mucche nelle stalle, degli agnellini al pascolo e la loro fantasia galoppava in un mondo incantato, ove nonno Luigino, sornione, le trasportava pian pianino sull'onda del racconto, e sorrideva con loro quando le bambine mostravano meraviglia e divertimento nell'ascoltare di un vissuto tanto diverso da quello a loro usuale: "... I dolcetti, rari, soltanto alla festa di S.Emidio, i pennini che spargevano inchiostro in ogni dove, la TV dei ragazzi che non c'era !!! ".Per la più grandicella, Francesca, che conosceva queste storie, al limite tra la realtà e la favola, per averle ascoltate già tante volte, esse non erano più sufficienti; voleva sapere del perchè di quelle foto in divisa, del berretto con la penna nera, di quella foto dove nonno sembrava uno della banda Bassotti, con la giacca a strisce evidenti, e quel numero sul petto. A queste domande i chiari occhi del nonno si velavano appena percettibilmente, subito ravvivati nello sguardo eccitato iniziando a raccontare della scuola Alpina a Predazzo, delle gare di sci, dei salti dal trampolino Roma a Roccaraso ... ma dell'Africa accennava, e di rado, solo alla sete, al deserto, alle gazzelle ... la consegna del silenzio non permetteva deroghe. Ma in quelle giornate di luglio del 1990, ancora gagliardo ottantenne, riempì diciotto cartelle dattiloscritte, tracciando le fasi salienti della sua vita, che consegnò alla nipote adolescente, Francesca, appena qualche anno dopo.

Con pudore tracciò rapidamente gli anni della gioventù, già tante volte raccontati, sottolineando soltanto la caparbia determinazione al riscatto della condizione sociale sino ad allora sopportata.
La storia s'incentra prevalentemente sull'avventura in terra d'Africa, dove giovane fra tanti, fu abbagliato dal sogno che la propaganda dell'epoca propinava alle forze armate, e non solo, italiane. E Luigino, componente di un reparto scelto delle Fiamme Gialle, non restò insensibile ai canti delle sirene ammaliatrici. In queste pagine ne riportiamo integralmente il contenuto, desiderando infatti che queste righe restino impregnate dello spirito che portarono questo rivisondolese d.o.c. a lasciare per iscritto quanto, sino ad allora, non aveva mai raccontato. Ed ecco la storia di un figlio del suo tempo, figlio degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo, che ha scritto, non solo metaforicamente parte della storia anche dell'Altipiano Etiopico, tanto lontano dalle nostre cime innevate.

CARA FRANCESCA,
da giorni tu mi chiedi il curriculum della mia vita. Io non sono un letterato, le mie parole sono semplici, non occorre il vocabolario per conoscere il significato.
TI ACCONTENTO:

Incomincio da quando ero bambino. Ero abbastanza discolo, mia madre mi portava sempre con se quando andava alla terra a portare il concime per migliorare la crescita del grano, patate, piselli,fagioli ed altro.
Io mi rendevo molto utile nei piccoli servizi, come andare a prendere l'acqua alla fontanella.

IL 13 gennaio 1913, fece il terremoto, noi eravamo in 5, tutti piccoli, Giorgio, Emilia, Nicola; Rosaria era la più grandicella per aiutarci; tutti aravamo attaccati alla gonna di nostra madre per la salvezza.
Andammo a S. Liberata, per essere sicuri di non andare a finire sotto le macerie. Il terremoto finì. Tornammo a casa.
IL 24 maggio 1915, scoppiò la prima guerra mondiale, io avevo appena 5anni. Al compimento del sesto anno di età andai a scuola; tutto il mio necessario era composto da una cartella fatta di stoffa con uno spallaccio senza fronzoli, un quaderno a righi e uno a quadretti, una penna (non biron) che si intingeva al calamaio e una matita detto lapis nero per incominciare a fare le aste. Era periodo di guerra tutto ciò che i bambini hanno oggi a quell'epoca era soltanto un sogno.
Avevo 8 anni, mio fratello Nicola faceva il pastorello, era con un pastore (pecoraio) sulla Maiella vicino alla cima di MONTE AMARO a circa 2500 metri sul livello del mare; qui si potette ammirare tutte le bellezze della terra abruzzese.

Si dice che lo studio è la via del sapere, il mio sapere di scuola elementare era talmente poco. Finita la scuola, la terza elementare, mio padre, pastore (non di anime) ma di pecore, mi prese con se perchè occorreva al fabbisogno di famiglia. Avevo nove anni, incominciai a girare tutti i boschi della zona di PALENA, di PIZZOFERRATO, di GAMBERALE, di S. PIETRO AVELLANA, di CAPRACOTTA, PESCOPENNATARO e parte di quello di ROCCARASO.

Il bosco era la mia città.
Mio padre era un uomo molto accorto, e non sopportava i soprusi dei padroni; ne aveva cambiati parecchi. Questi padroni di allora, oggi sono tutti falliti. Il mio stipendio si aggirava intorno alle 30 (trenta)lire mensili. Così ebbe inizio la mia vita per la via del TRATTURO, primavera e autunno. Mi spiego meglio: in autunno, nel mese di ottobre, si partiva per le PUGLIE, e a primavera, nel mese di maggio, per l'Abruzzo nelle varie località descritte avanti. Questo avanti e indietro durò per otto anni fini all'età di 18 anni.

Nel 1928, mi misi a lavorare conducendo un carretto per trasportare ghiaia, sabbia e pietre sulla strada nazionale. L'inverno mi recavo a spalettare la neve sulle strade sulla ferrovia e al Piano delle Cinquemiglia fino a Roccapia. Il mio mezzo di locomozione era "il Cavallo di S.Framcesco". Mio fratello maggiore, Nicola, che aveva fatto il soldato a Genova e trovato l'impiego, mi ispirò di fare domanda di arruolamento nel Corpo delle Guardie di Finanza. Fui fortunato, mi presero e mi mandarono alla Scuola Alpina di Predazzo, ove frequentai un corso di sei mesi, compreso il Corso Sciatori a Passo Rolle.

Scuola Alpina Predazzo

Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

Un giovanissimo Luigino (classe 1910) posa per la classica foto di studio, da inviare orgoglioso a casa. Siamo nel 1929 a Predazzo, ove il ragazzo iniziò la sua carriera militare, mettendo a frutto quanto faticosamente, e con sacrificio aveva imparato sulle nevi delle sue montagne. La partecipazione vittoriosa a numerose competizioni sulla neve gli permisero in un tempo relativamente breve di fare "carriera", ed i galloni conquistati gli consentirono di passare nel ruolo di istruttore di roccia e di sci. Gareggiò come componente della squadra ufficiale dello Sci Club Fiamme Gialle, tra l'altro, anche sulle sue montagne, come nel 1931 a Roccaraso, e partecipò a varie competizioni tra corpi militari svoltesi in tutto l'Arco Alpino. Ma al candore delle nevi ed alle vertiginose pareti alpine si contrappose purtroppo la calura e lo spazio senza confini del deserto. La Campagna d'Africa lo volle, insieme a tanti altri giovani, tra le forze combattenti. Prigioniero di guerra conobbe i campi inglesi in Kenia, India ed Inghilterra ove concluse, operativo, la sua esperienza bellica. I meriti militari complessivamente acquisiti gli consentirono, su "placet" degli Alleati, di rientrare nelle forze armate italiane con il grado di sottufficiale. Carriera militare conclusa presso la Nona Legione Fiamme Gialle di Roma, in via dell'Olmata.

Luigino_Giovannelli

Il gruppo di dieci allievi posa nello studio fotografico Sansone PARTEL - Predazzo, nel quale si sono avvicendate innumerevoli giovani reclute. La postura di alcuni è rigida, certamente non spontanea, suggerita di certo dal fotografo.
E le baionette messe in bella mostra non smorzano lo spirito goliardico che traspare dall'espressione di alcuni dei presenti.
Il tavolinetto sulla sinistra dell'immagine, sul quale fa bella mostra di se il boccale ricolmo di fiori, è il medesimo che ritroviamo nella foto di Luigino, e nell'immagine di Sante SCARPETTI che segue.



Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

Le fotografie ai due lati fanno riferimento al biennio 1928 - 1929, periodo durante il quale gli allievi approfondirono, completandolo, il ciclo addestrativo a Predazzo. Oltre che sulla neve, intensi furono gli allenamenti nell'ambiente montano, in special modo per quanto attiene la marcia su roccia, e l'arrampicata in parete. Nella foto sotto il plotone posa per una foto ricordo [fortunatamente il capitano era appassionato fotografo !!] dopo una marcia di "appena" trenta chilometri. L'espressione dei ragazzi è chiaro indice dell'impegno fisico richiesto.

Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

Nella foto sotto gli allievi hanno raggiunto la "palestra" di roccia, aiutandosi lungo il percorso con i lunghi "Alpenstock", tipici del periodo.
La piccozza, inizia proprio in questi anni a diffondersi nell'uso dell'arrampicata in montagna, Luigino è ripreso nell'immagine sulla dx, mentre è impegnato nella discesa a corda doppia, con il primo commilitone che verifica la stabilità della assicurazione, mentre subito dopo si appresta l'altro allievo pronto alla discesa. L'addestramento ha pura valenza militare, come evidenzia la presenza della mitica carabina "91" alla tracolla dei ragazzi.

Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

La foto sulla sinistra riprende una traversata di cima ancora nella "palestra di roccia", in terreno particolarmente impegnativo, stante la morfologia del percorso, e la tipologia della roccia, friabile e poco consistente.
Il paesaggio e la prospettiva mozzano il fiato, ma le emozioni indotte sono certamente dovute non solo al paesaggio; il coraggio comunque non fa difetto, e traspare nell'immagine dalla tranquillità, quasi naturalezza, con cui i ragazzi affrontano il percorso.
Luigino, secondo sulla sinistra, è impegnato nel fornire assicurazione al compagno che s'appresta a superare la fessura in quota. La tecnica acquisita consentirà successivamente agli allievi di affrontare in sicurezza il quotidiano della vita operativa.
La foto sulla destra, ripresa qualche anno dopo la scuola, ci mostra Luigino in pattuglia con tre colleghi, al confine italo-svizzero, a quota 1.500. I ragazzi posano sulla vetta, in prossimità della segnalazione trigonometrica della delimitazione di confine.



Nella sequenza che segue abbiamo inserito una serie di immagini, a nostro avviso identificative dello spirito cha pervadeva l'animo di questi ragazzi, provenienti dai più diversi angoli della nostra patria, ma caratterizzati dalla comune origine montanara. Crediamo d'aver scelto quelle nelle quali meglio risalta lo spirito goliardico di giovanotti spavaldi, e nel contempo limpido nelle manifestazioni che accomunano genti dall'animo semplice; ecco allora la musica ed il canto, quest'ultimo che, a volte a squarcia gola, esaltava lo spirito di squadra e d'appartenenza, doti indispensabili all'efficacia dei corpi militari.
Naturalmente non possiamo non iniziare con l'avvenimento "principe" della nuova avventura di questi giovani: il giuramento.
Inseriremo anche altre foto, ove però l'imprescindibile aspetto "militaresco" verrà diluito dall'umanità dei personaggi.
Vogliamo conservare così la Memoria di questi "giovanotti", e tributar loro immutabili sentimenti d'affetto e riconoscenza

Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Il Giuramento -

Gli Ufficiali schierati in alta uniforme ricevono il giuramento da parte degli Allievi della Scuola Alpina. E' una delle prime volte che nel cortile della Scuola risuona all'unisono ed imperioso il grido " LO GIURO ".



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Tavolata conviviale -

La foto, ripresa nell'ampio cortile della Scuola, ci mostra forse tutti gli Allievi che in quel momento frequentavano i vari corsi. Mancano purtroppo riferimenti temporali precisi, risale comunque nei mesi immediatamente successivi al giugno 1929.
I ragazzi, radunati in occasione di qualche circostanza di rilievo, sono ripresi in uno dei momenti nei quali si cercava di inculcare nei loro cuori, forti il senso d'appartenenza e dello spirito di corpo.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Campo estivo -

Questa foto suggestiva ci presenta un altro degli avvenimenti che da sempre restano indelebili nell'animo di tutte le giovani reclute: il campo.
Questa parte dell'addestramento militare costituiva per molti una assoluta novità, una nuova esperienza di vita. Per Luigino, al contrario, l'attendamento del campo rappresentava un tuffo nel passato, nella sua esperienza da "pucurarielle", che da adolescente seguiva le orme del fratello maggiore e del papà Antonio nei periodici spostamenti lungo il Tratturo Magno, nel tratto Rivisondoli-Foggia.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Armonie del bosco -

Allievi dei primi corsi della Scuola Alpina, che videro tra i partecipanti Sante e Luigino.
L'ambiente: uno dei numerosi boschi che fanno da cornice a Predazzo.
L'atmosfera: quella tipica delle compagini ove ciascun ragazzo esprime la propria personalità - gli artisti, impegnati ad esprimere la propria sensibilità musicale - gli esuberanti, che mostrano il pugno chiuso o le dita nel segno della vittoria, o che impugnano il pugnale in atteggiamento guerresco, i riflessivi, tutti presi nel seguire l'attività del capitano,fotografo.
In fondo solo dei ragazzi che materializzano pian piano la propria personalità.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Plotone nel bosco -

Ancora una foto degli allievi della Scuola Alpina ripresi al limitare di un bosco. I ragazzi sono sdraiati sul prato, al ritorno di una delle consuete marce effettuate in ambiente montano, analogo a quello operativo ove dovranno contrastare da li a breve l'azione di quelli che all'epoca venivano definiti "spalloni".
Sottolineiamo alcuni dettagli: la carabina "91" all'epoca arma d'ordinanza, i cappelloni ad ampie tese spioventi, la pesante chiodatura della suola degli scarponi e le fasce ai polpacci che ancora sostituivano le ghette rigide.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Canti d'alta quota -

Il canto, uno dei sistemi per smorzare le residue energie dei ragazzi, magari dopo una lunga marcia, al completo di dutto l'equipaggiamento militare in dotazione. Gli Allievi della Scuola Alpina sono qui ripresi mentre, sotto la guida energica del graduato, danno sfoggio delle abilità canore, l'addestramento più prosaicamente prevedeva anche così il rafforzamento della capacità polmonare -.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- La Guardia -

Le immagini che precedono le consideriamo emblematiche dell'apetto "coreografico" di quello che per tutti gli Allievi ha rappresentato un'esperienza indimenticabile. I tanti, che tornati alla vita "borghese", hanno trovato negli insegnamenti ricevuti solido supporto e sprone nell'intraprendere nuovi stili di vita, raggiungendo obiettivi non secondari, tra essi Sante Scarpetti . Per molti, come Luigino Giovannelli, la Scuola Alpina segnò il profondo dell'anima di un fascino irresistibile, e decisero così di non lasciare più la divisa. Entrambi, Sante e Luigino, furono affascinati poi dallo sci, con risultati d'eccellenza.
Meno entusiasmante era invece la quotidianeità, che prevedeva anche i turni di guardia. Atmosfera di sopportazione "dell'inevitabile" che traspare nella foto che proponiamo, ove Sante, terzo da sx., si presenta in una posa dinoccolata, tipica dell'atleta, tutt'altro che marziale. Per lui, la Scuola, dischiuse le porte al Gruppo Sciatori.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Servizio di pattuglia in quota -

Il servizio dei futuri Finanzieri prevedeva anche il pattugliamento in quota delle frontiere nazionali. La foto mostra appunto tre Allievi in pattugliamento ad alta quota, questa, assieme allo sci, la parte più avvincente del periodo d'addestramento trascorso presso la Scuola Alpina.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Pattugliamento in montagna -

I futuri Finanzieri erano impegnati nel pattugliamento in montagna, prevalentemente nelle zone di confine. La foto mostra Luigino che si presta volentieri alle velleità documentaristiche del comilitone di pattuglia. Era questa una delle modalità per mandare notizie ai propri cari, senza tante parole, ma evidenziando il tipo di esperienza che si aveva la possibilità di vivere. Luigino, formato alla scuola della transumanza che praticò sin da bambino [dieci anni], non ebbe difficoltà ad operare efficacemente nell'ambiente montano, il che gli permise una rapida carriera. Le capacità militari vennero giudicate prevalenti su quelle atletiche, e nonostante gli ottimi risultati ottenuti come sciatore, Luigino fu indirizzato verso quella che dovrà poi diventare la missione principale: tra i veterani della squadra di sicurezza del Generale C.De Simone, Comandante delle operazioni militari nel Corno d'Africa.



Luigino_Giovannelli

Predazzo - addestramento all'armamento pesante

Armamento questo incompatibile con gli sci, che sono purtroppo scomparsi. Luigino, il primo sulla destra della foto, quasi in posa marziale non immagina che la famigliarità acquisita nell'uso della mitragliatrice gli permetterà di scrivere, non solo metaforicamente, la pagina di una sua esperienza di vita militare. - 24 dicembre 1940 - il fuoco della micidiale Schwarzlose 8x50 che brandiva personalmente, con la copertura della fucileria della squadra di dieci Dubat al suo comando, bloccò un primo sbarco di marines inglesi nel territorio di Boosaaso (coste del Mar Rosso) in A.O.I.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle - Predazzo
- Cerimonia a Passo Rolle -                                                       



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina della Guardia di Finanza
Passo Rolle (Tn.)

1930 - Luigino in forza alla Terza Legione delle Fiamme Gialle, perfeziona sulle montagne trentine la tecnica militare di sci alpino.



Luigino_Giovannelli

- Dopo la marcia il meritato riposo - 

Questa foto ci riporta al 1930 quando il plotone è stato ripreso al termine di una delle tante marce d'addestramento, portate a termine durante il Corso Allievi presso la Scuola Alpina. Il nome della Val di Fiemme risalta sulla tabella del servizio di autocorriere, presso la cui stazione i ragazzi sostano esausti. Nella foto Luigino è seduto sotto l'anta destra delle persiane della finestra, con lo zaino in grembo.
Questo era l'allenamento alla resistenza cui venivano sottoposti, all'epoca, i componenti della squadra di fondo per acquisire il fiato che servirà loro anche come soldati.
Dopo tanto marciare, il meritato ... riposo, e le medaglie che risaltano sulla divisa.
Impossibile non provare sentimenti di ammirazione e rispetto.



Luigino_Giovannelli

1930 PASSO ROLLE 22 Gennaio

Luigino, con il pettorale del suo plotone, il n. 9, [secondo sulla sinistra, con il puntino a penna accanto agli sci] attende il via di una delle tante gare che videro impegnarsi con ardore i giovani militari. La giberne alla cintola, con la traversa a tracolla ancora una volta sottolineano il prevalere degli aspetti militari, tipici della Scuola Alpina, su quelli prettamente sportivi.
La presenza nell' immagine di uno scorcio dell'Albergo di Passo Rolle, ed evidente sulla sinistra il Garage per il rimessaggio degli spazzaneve, oltre alle vetture degli ospiti dell'albergo, contribuisce alle puntuale contestualizzazione geografica della fotografia, risalente ad oltre ottant'anni fa !!.



Luigino_Giovannelli

1931 PASSO ROLLE

quota 1982
Magnifico colpo d'occhio, con le staffette pronte ad iniziare la gara. Luigino è alla testa del suo plotone, il n. 9, come nelle altre foto in alto. Da queste gare tra commilitoni si veniva poi selezionati per partecipare alle competizioni a più alto livello, in ambito sia interregionale che nazionale.
Luigino, assegnato alla Legione di Milano fu operativo alla frontiera italo-svizzera in Valtellina, rispettivamente a Sernio, Tirano, Madonna di Tirano, Gordona e S.Martino Val Masino. Tutte zone in alta quota, e che sacrifici per raggiungere poi le località ove si svolgevano le gare.



Luigino_Giovannelli

Scuola Alpina Fiamme Gialle di Predazzo
- Passo Rolle -

Mozzafiato ed unico il paesaggio, rimasto indelebile nel cuore dei ragazzi che allineati, attendono l'ordine di partenza. Luigino è il quinto da destra verso sinistra, con il maglione bianco.



Luigino_Giovannelli

La foto è ripresa da 180° ca. rispetto alla precedente, al termine della lunga discesa sul vasto pendio innevato. Il paesaggio, e le emoziomi provate sono rimaste indelebili nel cuore degli allievi della Scuola Alpina, e rivivevano nelle immagini che i ragazzi hanno custodito per anni. La foto è una delle tante conservate da Sante SCARPETTI, AMICO, Comilitone ed "avversario" sportivo di Luigino GIOVANNELLI.



Luigino_Giovannelli

Momento corale, propedetico di ogni giornata d'allenamento, era l'alzabandiera mattutino. Tutti i componenti della Scuola Alpina presenti nella caserma di Passo Rolle partecipavano al rito, illuminati dai raggi del sole del primo mattino, scenario che virava rapidamente dalle tonalità rosse della luce radente a quelle più intense, tipiche del sole d'alta quota. Luce indimenticabile, che ha segnato profondamente oltre all'epidermide, anche il cuore dei giovani militari.



Luigino_Giovannelli

Foto di gruppo di atleti della Guardia di Finanza, con l'istruttore al centro, ripresi sui medesimi campi d'addestramento alla tecnica dello sci, di cui alle panoramiche delle due foto precedenti.
Sante SCARPETTI, il cui nipote Elio ha autorizzato l'inserimento delle foto nel sito http://www.rivisondoliantiqua.it, è il secondo "baldo giovanotto" a partire dalla sinistra dell'immagine, subito alla destra dell'istruttore. Da notare il corpetto alla "tirolese" di quest'ultimo. La foto fà rivivere un momento di oltre ottanta anni fà.



Luigino_Giovannelli

addestramento al tiro.
L'ambiente montano è il medesimo delle prime foto della sequanza, ma l'aspetto militare inizia a prevalere su quello sportivo. Luigino, nella foto purtroppo in posizione sfavorevole e completamente coperto dal quarto dei comilitoni in primo piano, si addestra al tiro con la carabina, questa poggiata sulle racchette incrociate, utilizzate come supporto stabile.



Luigino_Giovannelli

1931 - Malga di Valmaggiore - Predazzo (Tn.)
La squadra di fondo dello Sci Club Fiamme Gialle alla partenza di una delle numerose gare interforze, svoltesi nel 1931.
Luigino GIOVANNELLI è l'atleta in prima fila al centro della foto. La tenuta è quella ufficiale della squadra del Gruppo Sciatori della Guardia di Finanza, e le uniche "libertà" che si concedeva era l'onnipresente utilizzo sia degli occhialini protettivi che della fascia sulla fronte in sostituzione del copricapo.
La località (Malga di Valmaggiore - Siror - pochi chilometri a sud di Predazzo) è da sempre una delle più utilizzate dalla Scuola Alpina della Guardia di Finanza per l'addestramento alla specialità del fondo. La pista che da qui si origina, si snoda tra continui saliscendi nei boschi, e su vari tracciati, raggiunge la lunghezza di oltre 10 km sino a Predazzo. Le ottime condizioni d'innevamento della Val di Fiemme hanno da sempre reso disponibile questo percorso per diversi mesi l'anno.
Le vicende belliche hanno purtroppo disperso gran parte delle immagini relative alla numerose gare che hanno visto Luigino presente sempre tra i protagonisti .



Luigino_Giovannelli

gara a Roccarasoo
- febbraio 1931 -

La classifica






1.   PROCARIO Francesco      S.C. Roccaraso                                                - 1.07'00"
2.   CANU Antonio                  Sci Club Fiamme Gialle Sardegna                  - 1.10'20"
3.   DI VITTO Giuseppe           S.C. Roccaraso                                                - 1.11'23"
4.   COCCO Luigi                    Gruppo Aquilano Sciatori di Pescocostanzo - 1.11'12"
5.   DI LIBERO Artenio           S.C. Roccaraso                                                - 1.12'13"
6.   D'ALESSIO Edoardo         S.C. Roccaraso                                                - 1.12'26"
7.   CIPRIANI Ovidio               Gruppo Aquilano Sciatori di Rivisondoli     - 1.13'04"
8.   SCARPETTO Sante           Sci Club Fiamme Gialle Ascoli Piceno         - 1.13'48"
15. GIOVANNELLI Luigi       Sci Club Fiamme Gialle di Rivisondoli        - 1.19'06"

Dall'articolo summenzionato estrapoliamo: .... non possiamo dimenticare le superbe affermazioni di sicuri campioni: Canu, un finanziere che marcia forte e cha ha fiato e mezzi fisici eccezionali, così come ..... La squadra di Roccaraso è in tutti i modi degna del massimo elogio. Con essa va ricordata quella attrezzatissima delle Fiamme Gialle, che è davvero a posto come inquadratura e come rendimento. .......



Le foto che seguono, datate tra gli anni 1930 e 1932, sono tra le poche salvatesi dalla distruzione che la seconda guerra mondiale ha determinato a Rivisondoli.
La robustezza della cassapanca ove erano conservate, e la trave provvidenzialmente adagiatasi su di essa, hanno fatto da scudo al crollo della restante porzione del tetto di casa colpito da una cannonata delle forze belligeranti. Le "squandre" ed i calcinacci hanno poi ricoperto, protettivi anche contro gli immancabili "sciacalli", il contenuto che parzialmente proponiamo, dal valore affettivo inestimabile .

Luigino_Giovannelli La foto a sinistra venne realizzata quando Luigino entrò a far parte nel gruppo sportivo S.C. Fiamme Gialle di stanza a Predazzo (Tn.).
[[La Scuola Alpina avvia l’agonismo sulle nevi di Passo Rolle, sotto la guida di esperti istruttori, molte giovani reclute provenienti dalle vallate alpine e dall’Abruzzo. Lo sport della neve viene inteso soprattutto come espressione limite dell’attività addestrativa e come mezzo per formare e migliorare nuove leve nelle diverse specialità. Con una più numerosa partecipazione alle gare internazionali, si giunse ai primi titoli italiani assoluti nel 1930 ...... Proprio a Predazzo nacque l’addestramento specializzato sulla neve e, da questo, la squadra agonistica....... La storia comincia il 15 novembre 1920, giorno in cui prese avvio il primo corso per 500 allievi della Guardia di Finanza. Non passò molto tempo prima che nascesse presso la Scuola Alpina ( ex Scuola Sciatori della Regia Guardia di Finanza) il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, la cui storia inizia ufficialmente nel 1925. Il battesimo delle Fiamme Gialle e dello sci nella Guardia di Finanza fu però tenuto, nel bianco manto di Passo Rolle, il tetto di Predazzo, il 18 febbraio 1921, con l'organizzazione del primo corso sci per i finanzieri....]] dal sito Gruppi Sportivi G.d.F. http://www.fiammegialle.org

Luigino_Giovannelli L'altra foto riprende il gruppo di atleti, con il pettorale n. 9, che partecipavano nel 1932 ad una staffetta interforze, tenutasi a Passo Rolle. Le racchette rigorosamente in bambù, conformi alla tecnologia dell'epoca, contrastano con gli sci, del modello avanzato già in dotazione alla squadra agonistica. Gli scarponi erano ancora a collo basso e fissati nel solido puntale frontale, già privo del lungo tenditore a molla. L'abbronzatura dei volti poi, esaltata dalla fascia bianca sulla fronte quasi pacifici "Kamikaze" , è un segno inequivocabile delle ore trascorse per gli allenamenti in quota.
Luigino GIOVANNELLI, è con i compagni di squadra il sardo Canu ed il marchigiano Sante Scarpetti (purtroppo oggi non individuabili come pure gli altri due atleti presenti), che lo accompagnarono nell'avventura del Campionato Centro-Meridionale di sci, presenti anche nella gara del febbraio del 1931, seconda edizione del Campionato, descritta nell'articolo .
In questa gara, la classifica per i componenti della Squadra S.C. Fiamme Gialle vede:
1° - il sardo Antonio CANU di Solico (2° in classifica generale);
2° - il marchigiano Sante SCARPETTI di Appignano del Tronto (8° in classifica generale);
3° - l'abruzzese Luigino GIOVANNELLI di Rivisondoli (15° in classifica generale);



Luigino_Giovannelli

Passo Rolle - Gennaio 1931
Luigino. Antonio e Sante posano per una delle numerose foto che il loro capitano ed allenatore scattò al termine di una giornata di allenamento, sulle nevi di Passo Rolle, proprio in preparazione della gara che menzioniamo in apertura di questa pagina. Ma oltre che atleti erano anche militari, e la foto non poteva non essere caratterizzata dalla bandiera, sulla quale risaltava all'epoca lo stemma di casa Savoia. Sulla destra, in basso, il tetto della caserma [vista dal lato posteriore], che è possibile osservare in tutta la sua imponenza dall'ingresso principale, nel terzo fotogramma della sequenza fotografica che segue. Con ingenuità, sul retro della fotografia, che mostra tutti i segni del tempo [risale ad appena 79 anni fa], risalta l'annotazione a matita:
"i tre moschettieri" .



Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

1931-1932 Predazzo
Il trascorrere del tempo ci mostra un Luigino più maturo, più consapevole dei propri mezzi, orgoglioso della divisa che indossa, e soddisfatto per le esperienze che acquisisce. La disciplina insita nella vita militare non lo impensierisce più di tanto, forgiato alla scuola che la vita gli aveva offerto da adolescente, percorrendo avanti ed indietro il Tratturo Magno, sotto la guida ferma, addolcita dal naturale affetto paterno, di papà Antonio.
La sua connaturata passione per la montagna e la neve fece poi il resto, e gli permise ben presto di distinguersi nel corso presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza.

Ed il suo emblema, il cappello d'Alpino, rappresentò anche dopo molti anni un sacro cimelio da conservare orgoglioso per figli e nipoti.



Luigino_Giovannelli

- La caserma ... ai confini -
Presentiamo una della caserme di confine, alla quale fu assegnato Luigino all'inizio della carriera. Il giovanotto (poggiato dinoccolato su uno dei pilastrini di sosteno del cancello d'ingresso, sulla sinistra nella foto) segue con la sguardo il passaggio di una coppia di vitelli, custoditi da una giovane mandriana con la bambina in braccio. L'immagine è bucolica, e scevra di ogni cipiglio militaresco; probailmente Luigino rivedeva (forse con un pizzico di nostalgia) le medesime immagini, per lui sino ad allora,tanto usuali a Rivisondoli. Immagini di un'origine contadina non rinnegata, ma ormai alle sue spalle; vita certamente non facile, ed alla quale aveva impresso, con determinazione, una svolta decisiva. Il percorso era stato segnato, e caratterizzato sempre dal motto, che elesse a suo stile di vita:
- NEC RECISA RECEDIT - il cui significato più profondo ha trasfuso nell'animo di chi ne ha calcato tacendo, e riconoscente, le orme.



Luigino_Giovannelli

Luigino_Giovannelli

- La ... compagnia -
Queste due foto sono riprese da due angolazioni diverse. nella foto a sinistra lLuigino è il primo sulla destra dopo i graduati in primo piano, nell'altra è il primo sulla sinistra.
Inseriamo qui questa immagine allocandola nel cortile della caserma (?) stante l'alto muro di cinta ed il cancello, sulla cui arcata appare una scritta affrescata sull'intonaco della facciata interna. Non ci è stato possibile decifrarne il significato, e non siamo certi che sulla sinistra sia stilizzato il berretto alpino con la penna nera.



Bene cari amici siamo arrivati alla conclusione della prima parte della storia di Luigino allievo e finanziere in Patria, per chi che fosse interessato, cliccando sul Link sottostante si accede alla storia di Luigino Finanziere nella Prima guerra mondiale fino al suo congedo. Grazie a Nicola, figlio di Luigino che ha permesso di inserire nel nostro sito foto e storia riguardante il suo papà.



Giovannelli Luigino, la guerra






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